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Lorenzo Piccardo vince l'Abbots Way
Comunicato stampa di Mauro Delgrosso
E' sabato, nell'ora dell'aperitivo, quando il primo corridore della "105 Abbots Way" passa per Borgotaro. E' un po' stanco, é sudato, c'é un caldo bestiale; prima infila la testa sotto la fontana del Portello, poi, fatte le scale, si scola tre bicchieri di CocaCola: sorride. Ringrazia, più volte, tutti, per il punto ristoro; ringrazia, tante volte. Sorride ancora, si guarda in giro un attimo, qualcuno lo guarda come un marziano, le telecamere e le macchine fotografiche fanno il resto; riparte, in mezzo alla gente, che quasi non si accorge della sua presenza. Incredibile, siamo nel bel mezzo di una gara, di una gara massacrante. Forse, a questo punto, poco importa se ha vinto Lorenzo "altavia" Piccardo (non me ne voglia, é stato bravissimo!), poco importa se per ora non sono tantissimi i matti che si fanno 105 chilometri di fatica, in due giorni, in sole due tappe, da Pontremoli fino a Bobbio, passando da Bardi, seguendo un'antica via, percorsa dagli abati irlandesi. Importa che questo sport, estremo ma in pratica praticabile da tutti, poco o nulla invadente, fatto con il correre (o camminare?), a piedi, nella bellezza della nostra natura, attraversando decine di piccole cittadine, di frazioni, nelle nostre montagne, é uno dei modi più belli per imparare a conoscere e per far conoscere il nostro territorio. Uno dei modo più belli e intelligenti per mantenersi in forma, immergendosi nella natura.Ovviamente, magari senza essere così estremi, senza pensare al tempo, alla competizione, ai dislivelli da capogiro. Potrebbe essere la dimostrazione che ci si può muovere, in gradi spazi, senza macchine, senza mezzi, solo con un paio di scarpe e un po' di viveri. Mettendoci il giusto tempo.Un'esperienza positiva, quella di questa gara, che sarebbe bello vedere ripetere, incentivare, magari iniziando a segnalare e a manutenere, in modo più efficace, tanti percorsi, molti già esistenti; cercando di arrivare a incuriosire tutti tipi di gambe e tutti i tipi di polmoni. Mettendo a disposizione dei servizi informativi, di assistenza lungo i percorsi. Questo si potrebbe fare per i tanti appassionati locali, ma anche per i tanti potenziali utenti che possono venire da fuori Valle; l'esempio, il progetto simile, che ha avuto un grande e indiscusso successo, anche se in misura più ridotta e praticabile, é davanti agli occhi di tutti: é la pista ciclabile. Non sarebbe una cattiva idea, visti i nostri luoghi, viste le infinite possibilità che si possono sfruttare, avere una bella rete di percorsi "rurali" per imparare a correre, a piedi, nei nostri boschi. Magari, muovendoci un po' più in fretta, si troverebbero meno funghi, ma forse saremmo tutti più in forma e impareremmo a conoscere tantissimi luoghi dalla bellezza incredibile.
Foto di Mauro Delgrosso.
Foto di Mauro Delgrosso.

